Blockchain. Le applicazioni possibili di una tecnologia sempre più diffusa.

Il termine anglofono desta curiosità, potrebbe sembrare complicato ma in realtà la blockchain è un’innovazione piuttosto semplice quanto funzionale. La traduzione letterale è catena di blocchi. Circa dieci anni fa nasceva la prima blockchain che dava vita al fenomeno Bitcoin, la moneta virtuale, ed il suo utilizzo è rimasto in questo ambito fino ad oggi.

Ma le blockchain sono vere proprie catene di dati che permettono di creare registri pubblici rapidi, economici e sicuri, utilizzate anche per molte attività non finanziarie.

Ogni informazione inserita in una blockchain è pubblica, certa, trasparente e rintracciabile.

Spiegare ogni passo del processo di sviluppo di una blockchain non è semplice, proveremo a semplificare il tutto. In passato le nostre catene di blocchi erano i libri contabili, i registri di carta. Ma se prima, in ogni scritto era possibile strappare una pagina, modificare un dato cancellandolo e riscrivendolo, con la blockchain non è più possibile perchè ogni volta il dato viene scritto contemporaneamente su tutti i computer che formano la catena, per modificarli occorre la convalida di tutti i blocchi. Ogni blocco è unico e irripetibile ma connesso agli altri. Le blockchain escludono il controllo effettuato da un unico centro di revisione decentralizzando la verifica dei dati immessi. Ne consegue che la richiesta sarà accettata solo se tutti gli utenti concordano sulla sua autenticità.

Dal 2014 sia l’Europa che gli Stati Uniti d’America si interrogano su come disciplinare le blockchain per i suoi possibili utilizzi. La tecnologia blockchain consente di creare e verificare dati con maggiore velocità, sicurezza e trasparenza dei sistemi tradizionali anche digitali.

Oggi le blockchain sono in forte espansione e si applicano in molteplici contesti. Durante la prima ondata Covid-19 il comune di Vizzini in provincia di Catania, ha creato una blockchain con “token” (monete/gettoni virtuali) per gestire i buoni pasto in grado di distribuire alle famiglia i buoni secondo precisi criteri e verificando il corretto uso da parte dei beneficiari. Nella Legge di Bilancio 2020 (L. n. 160 del 27/12/2019) sono stati previsti investimenti ed agevolazioni a favore dell’agricoltura per circa 600 milioni di euro, ed in particolare un contributo a fondo perduto fino al 35% della spesa ammissibile e mutui agevolati di importo non superiore al 60% della spesa ammissibile, per finanziare iniziative concernenti la tracciabilità dei prodotti agroalimentari con tecnologie blockchain.

La traggiabilità dei prodotti agroalimentari, le gestioni condominiali, le transazioni finanziarie, la vendita di opere d’arte, la vendita di gioielli e preziosi, la gestione dei buoni pasto sono solamente alcuni dei possibili impieghi delle blockchain.