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Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

La fattura elettronica: soggetti interessati e funzionamento.

La fattura elettronica dal 1° gennaio 2019 diventa obbligatoria per tutti i soggetti titolari di partita i.v.a esercenti imprese, arti o professioni che effettuano operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi), sia nei confronti di imprese/artisti/professionisti (Business-to-Business o B2B) sia nei confronti di privati (Business-to-Consumer o B2C).

L’obbligo di utilizzare la fattura elettronica, introdotto con la Legge di bilancio 2018 (Legge 27.12.2017 n. 205 art. 1 comma 909), implica che le fatture cartacee non saranno più ammesse e si considereranno come non emesse, esponendo i cedenti/prestatori nonché i cessionari/destinatari a sanzioni.

Le fatture cartacee saranno ancora ammesse per le operazioni con soggetti non residenti in Italia. Inoltre, saranno esentati dall’obbligo di fatturazione elettronica i detentori di partite i.v.a. con il regine fiscale  forfettario e gli appartenenti a talune categorie sanitarie.

La fattura elettronica emessa in formato XML deve essere trasmessa, attraverso la piattaforma informatica denominata Sistema di Interscambio (SdI), gestita dall’Agenzia delle Entrate al destinatario e sarà resa disponibile ai clienti direttamente in un area ad essi riservata e sarà accessibile tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per i clienti consumer  una copia della fattura elettronica dovrà essere rilasciata immediatamente in forma analogica o via email, a meno che quest’ultimo rifiuti di riceverla.

La fattura elettronica, in formato xml, deve contenere tra l’altro: il nome e cognome del cliente, il suo indirizzo, il codice fiscale, l’imponibile, l’imposta e l’aliquota. Questi dati sono obbligatori, anche perché vengono controllati dal SdI e in caso di errata valorizzazione la fattura viene scartata.

Ai fini del recapito la fattura deve contenere, per il clienti business (cioè titolari  di partita I.v.a.) il codice destinatario (che verrà rilasciato dall’intermediario abilitato alla gestione e conservazione delle fatture elettroniche) e/o l’indirizzo p.e.c.. Per i clienti consumer (cioè non titolari di partita i.v.a.) nella fattura elettronica non verrà inserito l’indirizzo p.e.c. del cliente, ma il codice destinatario che sarà “0000000” uguale per tutti.

Le fatture sono memorizzate dallo SdI in un’area dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate a disposizione del contribuente dove resteranno visionabili per due anni.

Dal 1° gennaio 2019 saranno, dunque, tre le tipologie di fatturazione elettronica: PA (per imprese e professionisti che effettuano operazioni economiche con la Pubblica Amministrazione), B2B (operazioni economiche tra privati titolari di P.IVA) e B2C (operazioni economiche di imprese e professionisti verso il consumatore finale).  

La procedura elettronica di fatturazione, sostituendo la precedente procedura cartacea, contribuirà allo snellimento delle protocollazioni, conservazione delle fatture e gestione delle pratiche.

Questo il sito dell’Agenzia delle Entrate dedicato alla fatturazione elettronica.

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