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Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

La banca deve sempre informare il cliente sul rischio dell’investimento

Investimenti finanziari rischiosi

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 11544 dell’11 maggio 2018 ha affermato che in materia di intermediazione finanziaria, gli obblighi d’informazione che gravano sull’intermediario, banca o sgr, gli impongono di comunicare al cliente tutte le notizie conoscibili in base alla necessaria diligenza professionale e l’indicazione, in modo puntuale, di tutte le specifiche ragioni idonee a rendere un’operazione inadeguata rispetto al profilo di rischio dell’investitore.

Pertanto, l’intermediari che omette l’adeguata informazione è responsabile per i danni subiti dal cliente  per la perdita del denaro investito in azioni, obbligazioni o altri strumenti finanziari.

Inoltre, i Giudici della Suprema Corte hanno altresì rilevato che in tema di intermediazione mobiliare, ove il cliente affidi all’intermediario il solo incarico di eseguire degli ordini, ma non anche quello di consulenza in relazione alla scelta dei prodotti finanziari da acquistare e di gestione del portafoglio dei titoli stessi, l’intermediario è comunque tenuto – ai sensi degli artt. 1 e 21 del d.lgs. n. 58 del 1998 e degli artt. 28 e 29 del regolamento Consob n. 11522 del 1998 – a fornire all’investitore adeguate informazioni sia sulle operazioni in sé, sia quanto alla loro adeguatezza rispetto al suo profilo di rischio.

Ai fini della valutazione di adeguatezza di tali informazioni, nonché delle omissioni in esse ravvisabili, non rileva che il cliente abbia dichiarato, in sede di stipula del contratto quadro di investimento, di possedere un’esperienza “alta” con riferimento ai prodotti finanziari da acquistare ed un’elevata propensione al rischio, né che egli si sia eventualmente rifiutato di dare indicazioni sulla propria situazione patrimoniale.

La Corte ha pure chiarito che in tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l’obbligo di fornire all’investitore un’informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente e, a fronte di un’operazione non adeguata, può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall’investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute.

L’intermediario è obbligato all’adeguata informazione del cliente, pena l’annullamento del contratto, anche quando il servizio fornito dall’intermediario consista nell’esecuzione di ordini e pure se il cliente abbia in precedenza acquistato un altro titolo a rischio, perchè ciò non basta a renderlo operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob (Cass., n. 17340/08).

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