Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

Risarcito il danno esistenziale ai genitori dell’alunno disabile privato del sostegno.

I genitori dell’allievo affetto da un grave handicap devono essere risarciti dei danni esistenziali se la scuola non assegna al minore le necessarie ore di sostegno. L’istituto non può giustificarsi con eventuali carenze di organico. Lo ha stabilito il Tar della Sardegna nella sentenza 2580 del 11 novembre 2010. Il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso di due genitori contro il provvedimento con cui una scuola materna riduceva, fino a eliminarle del tutto, le ore di sostegno assegnate al figlio. La coppia impugnava l’atto e chiedeva il risarcimento del danno. Con una decisione che sembra andare contro corrente rispetto ad alcune recenti pronunce della giurisprudenza amministrativa (Tar Campania 17532 del 24 settembre 2010), i giudici sardi hanno accolto entrambe le richieste e annullato il provvedimento, giudicato illegittimo in quanto “non può costituire impedimento alla assegnazione, in favore dell’allievo disabile, delle ore di sostegno necessarie a realizzare il proprio diritto, il vincolo di un’apposita dotazione organica di docenti specializzati di sostegno”, anche perché la scuola può ricorrere “alla assunzione con contratto a tempo indeterminato di insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti – alunni in presenza di handicap particolarmente gravi”. Non solo. I genitori hanno “diritto al risarcimento del danno non patrimoniale ex art. 2059 cc, qualificabile nel caso come danno esistenziale.” Il Tar ha chiarito che “il danno è individuabile negli effetti che la seppure temporanea, fino all’intervento di questo giudice, diminuzione delle ore di sostegno alle quali il minore aveva diritto, ha interrotto la piena continuità di sostegno al recupero ed allo sviluppo del disabile in situazione di gravità, integrando un arresto alla promozione dei suoi bisogni di cura, di istruzione e di partecipazione a fasi di vita “normale”. I giudici hanno quindi intimato alla scuola di versare duemila euro ai genitori del piccolo a titolo di risarcimento. (Ilaria Piazza – Cassazione)

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