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Pubblico impiego: mansioni superiori di fatto e diritto alle differenze retributive

La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, con la sentenza n. 2243 del 27.10.2011, ha stabilito che il diritto del pubblico dipendente a percepire le differenze del trattamento economico rispetto alla qualifica superiore, in caso di esercizio di fatto di mansioni superiori (senza effetto ai fini dell’inquadramento), sussiste sempre, anche quando si sia in presenza di esercizio (di fatto) di funzioni dirigenziali da parte di un funzionario.

Infatti, la ratio dell’art. 52 del D.Lgs. 165/2001 è quella di assicurare, in ogni caso, al lavoratore, pur in assenza di un diritto alla promozione, la retribuzione proporzionata alla qualità del lavoro prestato

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