Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

L’edificio crolla: la responsabilità del direttore dei lavori concorre con quella dell’appaltatore

In tema di appalto privato il direttore dei lavori deve utilizzare le proprie risorse intellettive ed operative per assicurare, relativamente all’opera in corso di realizzazione, il risultato che il committente si aspetta di conseguire, onde la sua condotta deve essere valutata non con riferimento al normale concetto di diligenza, ma alla stregua della “diligentia quam” in concreto.

Rientrano, pertanto, nelle obbligazioni contrattuali del direttore dei lavori l’accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell’opera appaltata al progetto, sia delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, nonché l’adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi.

Il direttore dei lavori non si sottrae a responsabilità ove ometta di vigilare e di impartire le opportune direttive al riguardo, nonché di controllarne l’ottemperanza da parte dell’appaltatore, riferendo il tutto al committente che lo ha incaricato.

La sua funzione risiede quindi, ed in ogni caso, nella partecipazione alla costruzione dell’immobile in posizione di autonomia decisionale (cfr. Cass. n. 3406/06; Cass. n. 10728/08).

In particolare l’attività del direttore dei lavori si concreta nell’alta sorveglianza delle opere, che, pur non richiedendo la presenza continua e giornaliera sul cantiere ed il compimento di operazioni di natura elementare (es. affidate al capo cantiere), comporta il controllo della realizzazione dell’opera attraverso periodiche visite e contatti diretti con gli organi tecnici dell’impresa. E’ infatti preminente interesse del committente che l’appalto sia eseguito osservando le regole dell’arte e la rispondenza dei materiali impiegati alla vigente normativa.

(Cass. Civ., Sez. III, 11.12.2012 n. 22643)

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