Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

Il valore probatorio della fattura

La fattura commerciale, per la sua formazione unilaterale e la sua inerenza ad un rapporto già formato tra le parti, ha natura di atto partecipativo e non di prova documentale, o di indizio circa l’esistenza del credito in essa riportato, di talchè, se contestato in giudizio l’importo, incombe sull’emittente l’onere di provare l’esatto ammontare del proprio credito. Tale regola non varia allorchè il debitore convenuto, oltre a contestare la cifra fatturata, deduca e provi, sia pur genericamente, di aver già pagato la diversa e inferiore somma dovuta. Infatti, poichè le dichiarazioni ammissive complesse o qualificate, in virtù dell’aggiunta di fatti favorevoli alla parte che le ha rese, sono inscindibili (come si desume dall’art.2734 c.c. in materia di confessione), e inidonee a invertire l’onere della prova secondo le rispettive aree di pertinenza che l’art. 2697 c.c., assegna ai soggetti del rapporto dedotto in giudizio, resta pur sempre a carico dell’attore dimostrare che una frazione del proprio credito sia rimasta comunque insoddisfatta. (Cass. Civ., Sez. II, 10.10.2011 n. 20802)

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