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Espropri di terreni agricoli o non edificabili: la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale l’applicazione del VAM

La Corte Costituzionale, con sentenza n. 181/2011, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’articolo 40, commi 2 e 3, decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità). La norma in questione faceva riferimento ai cosiddetti V.A.M. (valori agricoli medi) utilizzati ai fini della determinazione dell’indennità da offrire a titolo provvisorio per l’esproprio di aree non edificabili e per la stipula della cessione volontaria, con le maggiorazioni previste dall’art. 45 dello stesso T.U.E. (triplicazione del VAM per proprietari coltivatori diretti o aumento del 50% per gli altri proprietari).
La Corte non ha ritenuto estendibile tale declaratoria anche al comma 1 del citato art. 40. Detto comma concerne l’esproprio di un’area non edificabile, ma coltivata, e stabilisce che l’indennità definitiva è determinata in base al criterio del valore agricolo, tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all’esercizio dell’azienda agricola.
La mancata previsione del valore agricolo medio e il riferimento alle colture effettivamente praticate sul fondo consentono, in sede di determinazione dell’indennità definitiva, un’interpretazione della norma costituzionalmente orientata, peraltro demandata ai giudici ordinari.

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