Studio legale Bisconti Merendino - Palermo

Danno catastrofale

La sofferenza patita dalla persona nel lasso di tempo compreso tra l’evento che l’ha provocata e la morte, periodo in cui la vittima assiste alla perdita della propria vita, fa maturare in capo alla stessa il diritto di ottenere il danno non patrimoniale (c.d. catastrofale) trasmissibile agli eredi.

La giurisprudenza è unanime nel sostenere che la sofferenza patita dalla persona nel lasso di tempo compreso tra l’evento che le ha provocate e la morte, periodo in cui la vittima assiste alla perdita della propria vita, fa maturare in capo alla stessa il diritto di ottenere il danno non patrimoniale (c.d. catastrofale) trasmissibile agli eredi. Nove ore di agonia sono state considerate sufficienti per la maturazione di tale voce di danno. La Corte ha precisato che qualora, in tale periodo, la vittima abbia sofferto una lesione della propria integrità psico-fisica autonomamente considerabile come danno biologico anche questo può essere trasmesso agli eredi.

Il danno non patrimoniale in capo alla vittima matura solo quando la persona sia sopravvissuta per un lasso di tempo apprezzabile in condizioni di lucidità tali da consentirle di percepire la gravità della propria condizione e di soffrirne.

(Cass. Civ., Sez. III, 21 marzo 2013 n. 7126)

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