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Avviato in Sicilia in programma di social housing

La Regione Siciliana entra nel Fondo Esperia con trenta milioni di euro ed avvia il programma di social housing.
Fabrica SGR, tramite il Fondo Esperia, si era aggiudicata la gara pubblica promossa nel 2015 dalla Regione Siciliana per sviluppare un piano di interventi di social housing da 60 milioni di euro sul territorio regionale.
Fondo Esperia, i cui investitori sono il FIA – Fondo Investimenti per l’Abitare gestito da CDP Investimenti SGR (Gruppo Cassa depositi e prestiti) e la Fondazione con il Sud, metterà a disposizione, come previsto dal bando, risorse per almeno altri trenta milioni. Il progetto potrà inoltre avvalersi dell’eventuale contributo di investitori istituzionali e stakeholders locali interessati a promuovere interventi di social housing.
Destinatari dell’intervento saranno soggetti appartenenti alle cosiddette “fasce deboli”, ovvero con un reddito insufficiente per sostenere l’affitto a condizioni di mercato ma, allo stesso tempo, troppo elevato per accedere all’Edilizia Residenziale Pubblica: nuclei familiari con figli, giovani coppie, studenti universitari, anziani in condizioni di disagio, lavoratori con contratti atipici e altre categorie sociali che versano in condizioni di disagio abitativo.
Nei prossimi mesi, il Fondo completerà la fase di identificazione di iniziative potenzialmente apportabili al Fondo, con l’obiettivo di costituire un portafoglio di progetti di housing sociale destinati in massima parte alla locazione a canoni calmierati ed alla formula dell’affitto con riscatto e, in quota minoritaria ed eventuale, alla vendita a prezzi convenzionati. A tale fine si provvederà a raccogliere tramite avviso pubblico le manifestazioni d’interesse, da parte degli operatori sia pubblici sia privati, all’intervento del
Fondo Esperia.
Le proposte riguarderanno le 15 città siciliane con oltre 50.000 abitanti più Enna (inserita perché capoluogo di provincia.
Nella selezione, il Fondo accorderà preferenza a progetti che prevedano la realizzazione di almeno 50 alloggi sociali e che, piuttosto che comportare il consumo di nuovo suolo, consentano il recupero di immobili o l’utilizzo di aree “brown field”.

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